Medici Chirurghi
Ricostruzione mammaria: dalla tecnica prepettorale alla ricostruzione ibrida
La ricostruzione mammaria è oggi uno dei campi più innovativi e in continua evoluzione della chirurgia plastica. Ad approfondire questa tematica è il dottor Giorgio Berna, direttore dell’Unità Operativa di Chirurgia Plastica dell’Ospedale Regionale di Treviso e consigliere della SICPRE (Società Italiana di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva, Estetica e Rigenerativa).
«La principale novità è rappresentata dalla ricostruzione prepettorale – spiega Berna -. È una tecnica nata nel nostro reparto, in collaborazione con i colleghi di Bristol, e poi diffusasi in tutto il mondo dal 2012 a oggi.»
Si tratta, sottolinea il chirurgo, di un approccio più fisiologico: «La protesi viene posizionata dove in realtà c’era la mammella, quindi in modo naturale, risparmiando il muscolo pettorale. Questo garantisce una guarigione più rapida e meno dolore post-operatorio, con un ritorno precoce alle normali attività.»
Accanto a questa, si sta affermando la ricostruzione ibrida, che combina protesi e lipofilling. «Consiste nell’inserire una protesi associata al grasso, che attraverso la tecnica del lipofilling permette di compensare piccoli difetti, soprattutto nell’apice vicino allo sterno, nelle pazienti più magre.»
Ricostruzione mammaria immediata e banca del tessuto adiposo

Negli ultimi anni, la ricostruzione immediata si sta espandendo sempre più: «Nel nostro ospedale facciamo il 96–98% di ricostruzioni immediate – racconta Berna- Questo è possibile grazie ai progressi della chirurgia senologica, che consentono di inserire subito un impianto in un piano prepettorale. Le pazienti, come mi piace dire, entrano malate ed escono sane, e anche per il sistema sanitario è un risparmio importante.»
Il grasso autologo resta una risorsa preziosa . «Avere la possibilità di utilizzare il tessuto della stessa paziente è un grande vantaggio afferma il chirurgo. «A Treviso abbiamo creato una Banca dei tessuti che conserva il grasso prelevato in un’unica soluzione e lo distribuisce in più sedute. Così possiamo evitare, negli interventi successivi, l’anestesia generale e trasformare questi interventi in procedure ambulatoriali, con grande vantaggio per le pazienti.»
Infine, Berna ricorda l’importanza della fase post-operatoria. «È fondamentale seguire le pazienti dopo l’intervento, dal reggiseno — che da noi viene messo già in sala operatoria — alla gestione dei drenaggi, fino al supporto psicologico e familiare. La ricostruzione mammaria non è solo un atto chirurgico: è un gesto di cura, fiducia e rinascita.»
Equità di accesso e cultura della consapevolezza
Nonostante i progressi, restano disuguaglianze tra le regioni. «L’obiettivo è rendere le cure uguali per tutte le pazienti, da Nord a Sud» spiega. «Non in tutti i centri c’è un chirurgo plastico dedicato, e questo fa la differenza in termini di risultati e complicanze. La SICPRE sta lavorando perché ogni Breast Unit possa contare su tutte le figure necessarie.»
Ogni anno, la SICPRE promuove il Bra Day, la giornata internazionale dedicata alla sensibilizzazione sulla ricostruzione mammaria, nata per informare e sostenere le donne che affrontano un percorso oncologico.

L’iniziativa, diffusa in oltre trenta Paesi, vuole far conoscere le possibilità offerte dalla chirurgia plastica ricostruttiva dopo la mastectomia, sfatando pregiudizi e paure.«Il Bra Day è un evento di valore internazionale, è la giornata di sensibilizzazione legata alla ricostruzione mammaria» racconta Berna. «Quest’anno si terrà il 15 ottobre a Roma; l’anno scorso ho avuto l’onore di organizzarlo a Treviso. È stato un evento molto bello e coinvolgente, con la partecipazione di donne e professionisti di tutte le Breast Units. Le pazienti potranno seguirlo in diretta o in differita sui canali YouTube della SICPRE. Non perdetevi questa opportunità, perché è un’informazione creata dai chirurghi plastici italiani proprio per voi pazienti.»