Connect with us

Medici Chirurghi

Curare la ferita per ricucire il successo dell’intervento

Published

on

Una ferita chirurgica ben gestita può fare la differenza quanto un intervento eseguito a regola d’arte. La prevenzione delle complicanze non si esaurisce infatti in sala operatoria, ma continua nel post operatorio con protocolli sempre più evoluti, medicazioni avanzate e un ruolo attivo del paziente nel percorso di guarigione. 

La dottoressa Alessandra Saputelli, chirurgo generale e dirigente medico presso la UOC chirurgia generale e d’urgenza presso Presidio Ospedaliero San Filippo Neri di Roma spiega l’importanza di una gestione corretta della ferita, soprattutto nell’ambito della chirurgia d’urgenza. «Se abbiamo un intervento definito “sporco”, quindi con una peritonite stercoracea o purulenta, la gestione della ferita può determinare complicanze importanti. In questi casi, utilizziamo una pressione negativa cutanea, definita PICO, con una macchina che determina una pressione negativa e un’estensione di copertura della ferita stessa che può essere della lunghezza di 20, 30, 40 centimetri a seconda del taglio che viene fatto durante l’intervento».  

Gestire la ferita con medicazioni avanzate

La dottoressa Saputelli si occupa principalmente di parete addominale e chirurgia d’urgenza e la sua attività comprende il trattamento di ernie ombelicali, inguinali e laparoceli, affrontati sia con tecnica laparoscopica sia open. 

curare la ferita-Saputelli
dottoressa Alessandra Saputelli, chirurgo generale e dirigente medico presso la UOC chirurgia generale e d’urgenza presso Presidio Ospedaliero San Filippo Neri di Roma

Proprio in questo contesto, la gestione della ferita chirurgica rappresenta una fase determinante del percorso di cura, soprattutto negli interventi più complessi o contaminati. 

L’evoluzione della gestione delle ferite non passa soltanto dalla pressione negativa. Esistono, infatti, diversi sussidi pensati per controllare le secrezioni e favorire la guarigione anche nei casi più complessi. 

«La carbossimetilcellulosa potenziata in idrofibra è molto importante perché determina un assorbimento delle secrezioni e quindi il rischio che si crei una raccolta, a livello della ferita, viene ridotto – precisa Saputelli -. La stessa importanza la possono avere le medicazioni in alginato di argento, sempre un antimicrobico, soprattutto in lesioni fibrinose, sanguinanti e cavitarie, quindi quando già si è creata una fuoriuscita di materiale di raccolta dalla ferita. Possiamo riempire la cavità con queste sostanze e quindi determinare una riduzione delle secrezioni».

Da metodi tradizionali a un approccio sempre più evoluto

Se in passato il trattamento post-operatorio si basava prevalentemente sulla disinfezione della ferita e sull’utilizzo di semplici garze, oggi, come specifica la dottoressa: «l’utilizzo della pressione negativa o di nuovi dispositivi di medicazioni avanzate ha permesso una riduzione delle complicanze e un miglioramento della compliance e della ferita stessa, quindi una riduzione delle secrezioni e una riduzione delle riapertura di ferita».

L’efficacia delle medicazioni applicate passa anche dalla corretta gestione domiciliare. Per questo motivo, l’educazione del paziente rappresenta una fase essenziale del percorso post-operatorio. 

«Il paziente viene istruito sia dal medico sia dal personale infermieristico a gestire correttamente la medicazione. Se viene utilizzata la terapia a pressione negativa, gli viene spiegato come funziona il dispositivo e perché è importante non interrompere il funzionamento – sottolinea Saputelli -. La medicazione consiste in una copertura applicata sulla ferita, attaccata a un tubicino, a un vacuum, che determina una pressione negativa leggera rispetto a quella che si ha nell’addome aperto». 

Oltre alla corretta gestione del dispositivo, la dottoressa specifica che il paziente deve essere informato anche su come riconoscere eventuali campanelli d’allarme poiché: «potrebbe essere necessario sostituire la copertura della ferita stessa. Questo vale anche per le medicazioni avanzate di altro tipo. Si spiega sempre al paziente, se collaborante, l’importanza dell’utilizzo di queste medicazioni e cosa può succedere se vede la medicazione sporca o meno».

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Copyright © 2022 Revée News. Periodico di informazione sul mondo Chirurgia e del Benessere | Registrazione Tribunale di Torino n. 21 il 17/10/2023 |
Direttore responsabile Debora Pasero | Edito da REVEE SRL - corso Quintino Sella, 131 - Torino C.F. 10818580010
Design by Scoprinetwork srl