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Timoma: il tumore silenzioso che si nasconde dietro lo sterno
Nel vasto e complesso panorama dei tumori toracici esiste una neoplasia tanto rara quanto interessante per la sua natura silenziosa e il suo legame con un organo spesso dimenticato: il timo. «Il timoma è un tumore raro che nasce dal timo, una piccola ghiandola situata nella parte più alta del torace dietro lo sterno», spiega Francesco Guerrera, chirurgo toracico dell’Ospedale Molinette di Torino che da anni si occupa dei tumori del torace, da quello del polmone, il mesotelioma pleurico, fino alle neoplasie più rare come il timoma.
Continua il dottore: «Il timo è un organo che ha un ruolo importante nello sviluppo del sistema immunitario, soprattutto nei bambini e nei giovani. Con l’età, questo organo tende naturalmente a ridursi, ma in alcuni casi può dare origine a dei tumori, tra cui, appunto, i timomi» .
Il timoma può essere totalmente asintomatico anche per molto tempo ed è proprio per questo che spesso viene scoperto per caso, magari durante una radiografia o una TAC del torace fatta per tutt’altro motivo. Il carattere silenzioso del timoma è ciò che lo rende particolarmente insidioso. In molti casi, i pazienti arrivano alla diagnosi senza aver avvertito alcun sintomo.
Solo quando la massa cresce e comprime altre strutture, può causare dolore al petto, tosse persistente o difficoltà respiratorie. «A volte, il timoma può associarsi a disturbi del sistema immunitario, come ad esempio, la Miastenia Gravis, una malattia autoimmune di tipo neuromuscolare», racconta Guerrera.
Cause sconosciute e diagnosi

Nonostante sia più frequente in età adulta, il timoma non è legato al fumo né ad altri stili di vita. Le cause restano in gran parte sconosciute, senza un’identificazione certa di fattori ambientali o genetici.
«Il timoma è un tumore che colpisce soprattutto gli adulti tra i quaranta e i settant’anni e non vi è una netta prevalenza tra uomini e donne», continua il dottore.
Il sospetto diagnostico nasce quasi sempre da un’immagine radiologica del torace che mette in evidenza una massa nella zona del mediastino anteriore.
«Quindi, nella zona alta del torace e dietro lo sterno, situata in mezzo tra i polmoni. Solitamente si procede con esami più approfonditi, come una tac con mezzo di contrasto, eventualmente una biopsia e una valutazione globale dello stato di salute del paziente – dichiara Guerrera -. Nei casi più complessi, possono essere richiesti esami ancillari, come la risonanza magnetica, la pet o l’ecocardiografia. In alcuni casi la diagnosi definitiva arriva invece solo dopo l’intervento chirurgico. I tempi possono variare, ma in generale si cerca di arrivare a una risposta in poche settimane».
Chirurgia mini invasiva e approccio multidisciplinare per il timoma
Il trattamento principale è spesso quello chirurgico. «Quando il timoma è operabile, l’intervento consiste nella sua completa rimozione e oggi questo lo possiamo fare con tecniche mini invasive o robotiche che combinano una grande precisione con una riduzione notevole del trauma chirurgico – commenta Guerrera -. I casi, invece più avanzati, in cui il tumore si estende magari anche ad altre strutture, può essere necessario associare la radioterapia o la chemioterapia prima, dopo o, magari, prima e dopo l’intervento chirurgico».

Nei casi di tumori rari, il percorso terapeutico viene definito in modo personalizzato e discusso all’interno di un team multidisciplinare. A seconda delle necessità cliniche, possono essere coinvolti chirurghi toracici, oncologi, radioterapisti o radioncologi, oltre ad altri specialisti come il radiologo, il medico nucleare o lo pneumologo.
Il timoma è un tumore che, per sua natura, nella maggior parte dei casi ha una crescita lenta. Questo significa che, se diagnosticato precocemente e rimosso completamente nelle fasi iniziali, le probabilità di evitare recidive possono essere molto elevate.
«Come per ogni malattia oncologica, il fattore tempo è cruciale. Prima si scopre il timoma e meglio si può intervenire», conclude Guerrera.