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Anti-aging: la verità che nessuno dice
Oggi tutti parlano di longevity e anti-aging come se esistesse una pillola magica contro il tempo. Ma la verità è meno glamour e molto più seria: non esiste una medicina che blocchi l’invecchiamento, e chi lo promette sta vendendo illusioni.
«È più opportuno parlare di Age Management Medicine ossia una medicina che ha come obiettivo quello di determinare uno slow aging, quindi un invecchiamento rallentato. Noi tutti invecchiamo e invecchieremo. L’obiettivo della medicina dei protocolli scientifici è quello di determinare un invecchiamento rallentato e quindi di invecchiare con caratteristiche giovanili», chiarisce il Professore Alessandro De Luca, Chirurgo ricostruttivo, estetico e senologo, Docente della Facoltà di Medicina e Odontoiatria all’Università Sapienza di Roma, Dirigente medico Unità operativa Chirurgia della mammella, Policlinico Umberto I, Roma.
Anti-aging: il tempo non si ferma ma può rallentare

L’invecchiamento non arriva all’improvviso e si manifesta prima di quanto pensiamo, già tra i 28 e 30 anni. «L’aging, quindi l’invecchiamento, è un percorso che riguarda tutti gli organi del nostro organismo, tutte le cellule, tutti i tessuti. È un processo che può coinvolgere i vasi sanguigni, il sistema cardiocircolatorio. – racconta De Luca – I primi segni possono essere l’ipertensione arteriosa, una tachicardia. Può coinvolgere organi periferici, il sistema nervoso periferico come l’orecchio, determinando vertigini, ipoacusia e può coinvolgere tra i diversi organi anche la pelle, con il crono danneggiamento e il fotodanneggiamento».
Poi c’è la genetica: il DNA pesa, eccome. «Tuttavia, sappiamo con certezza che l’epigenetica è essa stessa in grado di modificare e di influenzare il processo di invecchiamento. L’epigenetica riguarda tutti quei fattori ambientali, il cosiddetto lifestyle, che sono essi stessi in grado di modificare il DNA delle persone e quindi di modificare l’espressione dei geni. Nella modifica di questi geni, abbiamo anche delle variazioni del processo di invecchiamento».
La scienza dietro la longevità
L’ Age Management Medicine non è una scorciatoia: è un percorso scientifico, personalizzato, costruito su misura sul profilo metabolico e clinico di ogni persona. «Un paziente valutato nell’ambito della longevità e dello slow aging dovrebbe essere inserito in un percorso multidisciplinare, in cui diversi professionisti analizzano i differenti aspetti dell’invecchiamento. Nella banalizzazione del termine, pensiamo che l’invecchiamento sia un qualcosa che riguarda solo la pelle. In realtà la pelle non è altro che un epifenomeno di tutto ciò che accade dentro di noi».
In un programma di slow aging, il paziente non viene semplicemente trattato, ma valutato in modo globale, a 360 gradi, da un team multidisciplinare. Vengono analizzati aspetti fondamentali come il metabolismo, la nutrizione, la qualità del sonno, lo stile alimentare e l’attività fisica. «La medicina estetica e rigenerativa, comunemente chiamata medicina anti-aging, è parte integrante del percorso, pur rappresentando solo una delle componenti del processo di slow aging.».
Le fondamenta del percorso di slow-aging
Alimentazione e attività fisica non sono consigli accessori: sono le fondamenta del percorso di wellness e di slow-aging. Una corretta alimentazione e un’attività fisica adeguata non favoriscono soltanto il benessere, ma svolgono un ruolo significativo nella riduzione del rischio oncologico. «Per questo è importante non banalizzare l’argomento e affrontare questo discorso sempre con dei professionisti del settore. – spiega De Luca – Non è corretto improvvisare diete fai da te. Non è possibile parlare di nutrizione senza avere esperienza clinica ed un knowledge che permetta di instradare i pazienti nel percorso più ottimale.
Il piano nutrizionale deve essere elaborato su misura per ogni singolo paziente da un professionista qualificato, sulla base delle sue caratteristiche cliniche, metaboliche e dello stile di vita. Tuttavia, nel rispetto delle evidenze scientifiche, possiamo affermare che esistono principi condivisi che rappresentano comuni denominatori del benessere, come la regolare attività fisica e alcune corrette abitudini alimentari.
«Un’alimentazione giusta deve vedere un introito giornaliero di vitamine provenienti da frutta, verdura e un ridotto introito di zuccheri complessi, di grassi di origine animale, favorendo quelli di origine vegetale. Si cerca al contempo di bilanciare l’introito calorico in base a quella che è la nostra termogenesi. – approfondisce De Luca – Quest’ultima è regolata sia in base alle temperature, quindi agli ambienti nei quali noi comunemente viviamo, ma è anche indotta dall’attività fisica e quindi dal metabolismo basale». È
Il Professore sottolinea l’importanza dell’attività fisica, in particolare di quella aerobica, preferibilmente svolta all’aria aperta per favorire una migliore ossigenazione dell’organismo, sempre alternata a adeguati periodi di riposo. E poi c’è il sonno, spesso sottovalutato: «Il sonno è un elemento imprescindibile del percorso del benessere, di longevity e di slow aging. Il sonno svolge un ruolo essenziale nei processi di rigenerazione muscolare e nel recupero delle funzioni neurocognitive. È altresì importante soprattutto nelle giornate in cui noi facciamo un riposo muscolare, eseguire degli esercizi quotidiani che comunque mantengono elevata la nostra termogenesi».
Il futuro è la longevity society
Parlare di anti-aging della pelle senza parlare della persona nel suo insieme è semplicemente sbagliato. La salute della pelle è espressione dell’equilibrio e del corretto funzionamento dell’organismo. Per tale motivo l’approccio al paziente prevede inizialmente una valutazione globale e solo successivamente si prende in considerazione la medicina estetica e rigenerativa, settore che negli ultimi dieci anni ha conosciuto un significativo progresso tecnologico. «Nei nostri ambulatori promuoviamo quello che definiamo “Heedra Project”, un programma di valutazione multispecialistica del paziente finalizzato a un percorso di slow aging.
Si tratta di un approccio a 360°, che integra diverse competenze e prevede anche trattamenti di medicina estetica e rigenerativa. Quando affrontiamo il tema della medicina estetica e rigenerativa, ci confrontiamo sempre con i pazienti, ricordando che essa rappresenta solo una delle fasi del percorso di slow aging».

Nel percorso Heedra, il paziente viene sottoposto a un trattamento strutturato che prevede: «una pulizia medicale profonda, un’esfoliazione controllata un’ idrodermoabrasione rigenerativa e per finire l’ossigenoterapia medicale. A questa fase segue l’applicazione di sostanze funzionali e creme protettive selezionate, finalizzate a sostenere la qualità della pelle, favorire la riparazione tissutale e stimolare i processi di rigenerazione.».
La pelle è solo una tappa del viaggio, non la destinazione. Il futuro dell’anti-aging è la longevity society: «Oggi sappiamo che, mediamente, in Italia, in Europa, una donna vivrà fino agli 85 anni e un uomo fino agli 80. La longevità, però, non è solo prendersi cura di un essere vivente, di un paziente. È, invece, prendersi cura di una società e quindi promuovere attività positive, l’igiene comportamente e sicuramente inserire la medicina del benessere nei percorsi di medicina di prevenzione».