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Grasso corporeo: eliminarlo non basta 

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grasso corporeo

Perdere peso significa molto più che vedere diminuire il numero sulla bilancia. Quando il grasso corporeo si riduce in modo importante, cambia l’intero equilibrio del corpo: la pelle, i muscoli, la parete addominale e la distribuzione dei tessuti devono adattarsi a una nuova condizione. Per questo motivo, il dimagrimento rappresenta spesso solo il primo passo di un percorso che prosegue con il recupero della funzionalità, della mobilità e della qualità della vita.

Negli ultimi anni, la diffusione della chirurgia bariatrica e delle nuove terapie farmacologiche per l’obesità ha aumentato il numero di persone che, una volta raggiunto un peso stabile, si trovano ad affrontare gli esiti lasciati dalla perdita di grasso: pelle in eccesso, tessuti rilassati, diastasi dei muscoli retti, alterazioni della parete addominale e difficoltà nelle attività quotidiane. È una fase meno conosciuta, ma sempre più centrale nel percorso di cura.

Il grasso corporeo cambia il corpo anche dopo il dimagrimento

Il primo cambiamento riguarda proprio il modo in cui il corpo reagisce alla perdita di peso. Dimagrire non significa automaticamente ritrovare l’equilibrio dei tessuti: la pelle può non riuscire a ritirarsi completamente e le strutture profonde possono perdere tono ed elasticità.

È una situazione che i chirurghi osservano sempre più spesso. Come spiega il professor Vincenzo Vindigni, professore ordinario di Chirurgia Plastica presso l’Azienda Ospedale Università di Padova e socio SICPRE, «abbiamo notato una crescita esponenziale degli interventi di questo tipo», riferendosi alla chirurgia plastica post-bariatrica. Una crescita favorita sia dalla maggiore sicurezza della chirurgia bariatrica sia dalla diffusione dei nuovi farmaci contro l’obesità.

Lo specialista sottolinea inoltre che, indipendentemente dal modo in cui il peso viene perso, «dal punto di vista obiettivo e funzionale questi pazienti presentano gli stessi problemi, le stesse caratteristiche e quindi lo stesso tipo di problematiche corporee».

I segni che vanno oltre l’estetica

Tra le aree che risentono maggiormente della perdita di grasso c’è l’addome. L’eccesso cutaneo rappresenta solo una parte del problema: molto spesso il dimagrimento mette in evidenza una parete addominale indebolita, una diastasi dei muscoli retti o la presenza di ernie che possono compromettere postura, respirazione e attività fisica.

Per il dottor Aurelio Cardaci, chirurgo plastico ricostruttivo ed estetico, l’addominoplastica moderna ha proprio l’obiettivo di affrontare questi aspetti.

«L’intervento ha una valenza funzionale perché un paziente con un addome debole, con una diastasi muscolare dei retti, è un paziente che ha un’erniazione addominale sotto sforzo», spiega Cardaci, ricordando come il recupero della parete addominale possa migliorare anche digestione, postura e qualità del movimento.

La perdita di peso, quindi, non richiede soltanto la rimozione della pelle in eccesso, ma una vera ricostruzione dell’equilibrio anatomico dell’addome.

Il grasso corporeo e la chirurgia della parete addominale

Quando oltre alla lassità dei tessuti sono presenti diastasi o ernie, il percorso coinvolge anche la chirurgia della parete addominale.

Il professor Francesco Coratti, chirurgo dell’Ospedale Careggi di Firenze, spiega che l’obiettivo della ricostruzione è «ricreare una parete addominale adeguata, che poi possa ripristinare il controllo dei muscoli addominali», intervenendo contemporaneamente anche sulle eventuali ernie presenti.

L’evoluzione delle tecniche laparoscopiche e robotiche permette oggi di affrontare queste patologie con interventi sempre meno invasivi, favorendo un recupero più rapido e riducendo l’impatto sul paziente.

Accanto alla tecnica chirurgica, però, assume un ruolo fondamentale anche la preparazione del paziente. La dottoressa Alessandra Saputelli, chirurgo generale presso il Presidio Ospedaliero San Filippo Neri, sottolinea come il trattamento della parete addominale richieda una presa in carico multidisciplinare.

«Ci avvaliamo di fisioterapisti, fisiatri, diabetologi, nutrizionisti, pneumologi, cardiologi che seguono il paziente, riuscendo ad arrivare proprio in forma ottimale all’intervento», spiega, evidenziando l’importanza di preparare il paziente prima della chirurgia per ridurre le complicanze e favorire il recupero.

Il grasso dopo il dimagrimento: il ruolo del body contouring

Una volta recuperata la funzionalità dell’addome, il percorso può proseguire con il rimodellamento delle altre aree del corpo interessate dalla perdita di peso.

È il campo del body contouring, che interessa braccia, cosce, seno e addome e che oggi rappresenta una parte integrante della chirurgia post-bariatrica.

Come spiega il professor Valerio Cervelli, professore ordinario di Chirurgia Plastica all’Università di Roma Tor Vergata, «il paziente tipo del body contouring è colui che ha avuto un forte dimagrimento… in maniera da avere eccessi volumetrici». In molti casi questi pazienti presentano anche una diastasi dei muscoli retti, una condizione che richiede un trattamento specifico per ripristinare la funzionalità della parete addominale oltre all’armonia del profilo corporeo.

Anche il professor Paolo Persichetti, direttore dell’Unità Operativa Complessa e della Scuola di Specializzazione in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, sottolinea come questi interventi vadano ben oltre l’aspetto estetico.

«Il paziente che recupera un peso normale rivive una vita altrettanto normale non avendo più l’handicap dell’obesità patologica. C’è un recupero non solo dell’aspetto estetico, ma anche di quello affettivo», osserva, evidenziando come il rimodellamento corporeo contribuisca anche al recupero dell’autostima e della qualità della vita.

Il grasso corporeo e il recupero: un percorso che continua dopo l’intervento

Il percorso, però, non termina in sala operatoria.

La qualità della cicatrizzazione, la ripresa dell’attività fisica e la corretta gestione del post-operatorio rappresentano una parte essenziale del risultato finale.

Per Agostino Bruno, specialista in chirurgia plastica e rimodellamento corporeo, oggi l’approccio è cambiato profondamente.

«Il concetto moderno di addominoplastica è proprio quello di un rimodellamento corporeo a trecentosessanta gradi, non è più, la semplice rimozione di cute in eccesso, ma proprio un rimodellamento corporeo.», afferma. Una visione che considera il corpo nel suo insieme e che integra la chirurgia con il recupero funzionale, l’utilizzo di dispositivi post-operatori e il ritorno graduale alle normali attività quotidiane.

Il messaggio che emerge dalle esperienze raccontate dagli specialisti è condiviso: il grasso corporeo non è semplicemente qualcosa da eliminare. La sua riduzione modifica profondamente il corpo e richiede, in molti casi, un percorso di ricostruzione che coinvolge competenze diverse. Oggi il successo di un trattamento dell’obesità non si misura soltanto nei chilogrammi persi, ma nella capacità di restituire al paziente funzionalità, benessere e qualità della vita.

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