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Chirurgia senologica, innovazione e centralità della paziente

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Qualità clinica, innovazione tecnologica e centralità della paziente. Sono questi i tre assi attorno ai quali si sviluppa la visione della dottoressa Alessandra Invento, chirurgo senologo e, da gennaio 2026, direttrice dell’Unità Complessa di Chirurgia Senologica dell’Ospedale Sacro Cuore di Negrar, a Verona.

Le priorità strategiche: qualità, innovazione, multidisciplinarietà

dottoressa Alessandra Invento, chirurgo senologo e, da gennaio 2026, direttrice dell’Unità Complessa di Chirurgia Senologica dell’Ospedale Sacro Cuore di Negrar, a Verona

Il progetto di guida della struttura parte da basi chiare.

«Le priorità strategiche si fondano su tre pilastri: la qualità clinica, l’innovazione e la centralità della paziente» commenta la dottoressa

L’obiettivo è rafforzare il ruolo della chirurgia all’interno della Breast Unit, in un percorso realmente multidisciplinare. «Il nostro obiettivo è consolidare il ruolo della chirurgia senologica all’interno della Breast Unit, il tutto in un percorso multidisciplinare».

Questo approccio permette di costruire iter diagnostico-terapeutici sempre più personalizzati, con tempi rapidi e standard elevati di sicurezza. Nei prossimi anni, l’attenzione sarà rivolta anche alle pazienti ad alto rischio e alle BRCA mutate, con un’integrazione più stretta tra chirurgia, oncologia, radioterapia, genetica e psicologia.

Accanto alla clinica, un altro elemento centrale è la misurazione dei risultati: «Dal nostro punto di vista, misurare significa anche migliorare e migliorarci soprattutto».

Chirurgia robotica: precisione, recupero più rapido e qualità di vita

La chirurgia robotica rappresenta uno dei punti di maggiore evoluzione della disciplina. «La chirurgia robotica applicata alla senologia ci consente una maggior precisione nei movimenti, una visione tridimensionale e un approccio mini invasivo».

Dal punto di vista della paziente, questo si traduce in benefici concreti: incisioni meno visibili, minore trauma chirurgico e recupero più rapido. Ma c’è anche un aspetto spesso trascurato: la sensibilità.

«Con la tecnica tradizionale la sensibilità era pari a zero, possiamo ottenere un miglioramento della sensibilità».

Il vantaggio, sottolinea la dottoressa, non è solo tecnico ma umano. «Il maggiore beneficio della chirurgia robotica riguarda proprio la qualità della vita della paziente». Preservare immagine corporea e femminilità significa affrontare il percorso oncologico con una prospettiva diversa, in cui l’impatto psicologico non è secondario rispetto all’efficacia clinica.

Tecnologia e umanità: strumenti al servizio della persona

Per la dottoressa Invento, innovazione non significa mai sostituire la relazione. «La tecnologia è uno strumento, non è un fine».

In una Breast Unit moderna, alta specializzazione e ascolto devono procedere insieme. Le pazienti devono comprendere con chiarezza ciò che sta accadendo e poter accedere anche a un supporto psicologico strutturato «L’obiettivo è che le nostre donne non siano trattate come pazienti, ma come persone».

Il valore della multidisciplinarietà

«Il valore aggiunto della Breast Unit è la condivisione delle decisioni» commenta la dottoressa. Radiologi, chirurghi, oncologi, genetisti e infermieri lavorano in modo integrato, non solo durante le riunioni settimanali ma nella pratica quotidiana. «La multidisciplinarietà è un metodo di lavoro quotidiano, che riduce la frammentazione, migliora l’esito finale e aumenta la sicurezza delle cure».

Un esempio concreto sono gli ambulatori integrati, in cui la paziente si confronta contemporaneamente con specialisti di discipline diverse. Un modello molto apprezzato, perché rende tangibile la presa in carico condivisa.

Eccellenza clinica e sostenibilità organizzativa

Costruire una Breast Unit solida significa coniugare due elementi imprescindibili: «Servono una visione chiara e una governance solida».

L’eccellenza nasce da volumi elevati, competenze specifiche e aggiornamento continuo. La sostenibilità richiede programmazione, ottimizzazione delle risorse e monitoraggio costante degli indicatori di qualità. Centrale, in questo equilibrio, è anche la figura della case manager, che accompagna la paziente lungo tutto il percorso.

Il risultato è un modello che non offre solo la miglior terapia possibile, ma anche fiducia e trasparenza.

Intelligenza artificiale e futuro della senologia

Guardando avanti, l’intelligenza artificiale è destinata a diventare parte integrante del percorso diagnostico. «L’intelligenza artificiale sta entrando nel nostro quotidiano».

chirurgia senologica

In senologia è già applicata in radiologia, con software sempre più avanzati per mammografia, tomosintesi e, in prospettiva, risonanza magnetica. «Ci permetterà di avere diagnosi molto più precise» aggiunge la dottoressa Invento

Per i chirurghi significa intervenire su lesioni sempre più piccole, preservando maggiormente i tessuti e migliorando ulteriormente gli esiti oncologici ed estetici.

La chirurgia robotica, però, non è universale. «La chirurgia robotica non è per tutti». Dipende da caratteristiche anatomiche specifiche e da indicazioni precise. Quando applicabile, offre risultati molto apprezzati dalle pazienti: «Hanno delle cicatrici veramente sotto i tre centimetri». conclude la dottoressa.

Tecnologia, robotica e intelligenza artificiale rappresentano strumenti potenti, ma il vero cuore del percorso resta la donna che lo attraversa. È su questo equilibrio — tra innovazione e umanità — che si gioca il futuro della chirurgia senologica: curare il tumore, senza mai dimenticare la persona.

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