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Rigenerare i tessuti con le cellule staminali

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Le cellule staminali hanno la capacità unica di trasformarsi in vari tipi di cellule del corpo e di autorigenerarsi. Hanno un ruolo fondamentale per lo sviluppo degli organismi e per la riparazione e rigenerazione dei tessuti danneggiati, anche di quelli genitali. «Una volta, per rimpiazzare i tessuti distrutti da incidenti, ustioni o altro, si utilizzavano altre parti del nostro corpo, altra cute, creando paradossalmente un piccolo disagio -. spiega la dottoressa Stefania De Fazio, presidente della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva Rigenerativa ed Estetica (SICPRE) -. Ora, invece, si assiste a un piccolo miracolo: l’autotrapianto del tessuto adiposo, quindi con cellule staminali».

La rigenerazione dei tessuti genitali riguarda molto spesso le donne in menopausa. Durante questa fase della vita, infatti, ci sono cambiamenti ormonali sostanziali, tra cui il decremento di determinati ormoni, ossia gli estrogeni. Questo calo è il segnale principale dell’atrofia vaginale. «Questa patologia ha tanti sintomi. Intanto, la struttura cambia, non è più morbida, elastica o umida, proprio per la mancanza di estrogeni. Abbiamo quindi prurito, bruciore e difficoltà ai rapporti intimi e calo del desiderio. Cambia la gestione della minzione, si verificano cistiti ricorrenti oltre a un’urgenza menzionale. Tutto questo va ristabilito ed è importante farlo perché la donna, oggi, a 50 anni, ha una nuova giovinezza», racconta De Fazio.

Tuttavia, problemi di genetica o questioni legate alla familiarità rispetto ai tumori possono impedire la possibilità di sottoporsi alla terapia sostitutiva ormonale.

Tessuto adiposo per la rigenerazione tissutale

Con l’avanzare dell’età, la vulva di una donna subisce cambiamenti significativi e per poter migliorarne l’aspetto e la funzionalità, si preleva una piccola quantità di tessuto adiposo con aghi molto piccoli e poi viene centrifugata. La pratica è minimamente invasiva, lascia pochi segni e permette di separare le diverse componenti del tessuto adiposo.

Dottoressa Stefania De Fazio, presidente della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva Rigenerativa ed Estetica (SICPRE)

«Prendiamo la parte chiamata “macro fat”, cioè il tessuto più consistente, quello che riempie. Laddove, sulla superficie di cute che perde di elasticità all’interno della vulva, vogliamo rigenerare la qualità della pelle, utilizziamo i fattori di crescita, ossia quella parte estremamente rigenerativa, attraverso una componente chiamata “nano fat” – continua la dottoressa -. Ci sono degli apparecchi che ci aiutano a selezionare questo tipo di tessuto adiposo con eccellenti risultati duraturi nel tempo».

L’atrofia delle grandi labbra riguarda però anche giovani ragazze che presentano alcuni difetti volumetrici sin dalla nascita, ad esempio grandi labbra molto piccole o inesistenti e piccole labbra ipertrofiche, quindi più grandi del normale.

«Per risolvere questo problema, molto utile è ripristinare, con il proprio tessuto adiposo, quindi senza presidio esterno, il volume, proteggendo l’accesso dell’antro vaginale e le piccole», spiega De Fazio.

Le sfide e gli scenari futuri della chirurgia rigenerativa

Nel campo della rigenerazione dei tessuti genitali, una delle sfide principali è il Lichen Sclerosus. Una patologia che atrofizza e distrugge i tessuti genitali, rendendo la vulva quasi un’area ustionata. Questo tipo di condizione comporta una serie di problemi. Dall’assenza totale di elasticità, frantumazione e sanguinamento di tessuti al forte dolore, difficoltà alla minzione e molto altro. «La terapia rigenerativa ha creato una svolta epocale nel trattamento di questa patologia. Quello che si può osservare è che la parte interessata si comporta come se non avesse mai affrontato la malattia. È importante che i pazienti con diagnosi di Lichen Sclerosus sappiano dell’esistenza di enormi sistemi di ausilio, così come i nostri colleghi debbano saper indirizzare i pazienti verso la giusta cura», afferma la dottoressa.

Un problema che si pensava fosse molto lontano da noi, ma che in realtà ci tocca da vicino, è quello delle mutilazioni femminili genitali. «Grazie alla chirurgia plastica ricostruttiva, a quella rigenerativa e quindi all’uso di tessuto adiposo, cellule staminali e fattori di crescita, anche questo dramma viene affrontato con enorme soddisfazione e con grande supporto a queste donne», dichiara De Fazio.

La SICPRE organizza annualmente summit sulle mutilazioni femminili genitali. Sono incontri che uniscono tutte le componenti sociali con testimonianze di donne che hanno subito questo momento drammatico. «L’obiettivo è organizzare sul territorio delle unità chirurgiche dedicate alle rigenerazioni e ricostruzioni a seguito di mutilazioni. Il modello di riferimento è quello delle Breast Units, ossia centri con un team che si concentra, invece, sulla cura del tumore al seno», conclude la dottoressa.


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