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Pillole di Revée

Obesità, l’apporto dei medici e delle associazioni

L’obesità è una condizione caratterizzata da un eccesso di grasso corporeo che causa gravi problemi fisici, a partire dalla mobilità ridotta fino a un aumentato rischio di malattie cardiovascolari.

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Obesità

L’obesità è una condizione caratterizzata da un eccesso di grasso corporeo che causa gravi problemi fisici, a partire dalla mobilità ridotta fino a un aumentato rischio di malattie cardiovascolari. È causata da stili di vita scorretti e difficili da contrastare, come la sedentarietà. La mancanza di informazione su una corretta alimentazione, soprattutto per le fasce più deboli della popolazione, rende questa patologia difficile da contrastare.

Lo stile di vita moderno ha contribuito a quella che viene definita una “epidemia” di obesità; solo in Europa, la percentuale di persone adulte obese raggiunge il 60%. Per combattere questo fenomeno è indispensabile il parere medico degli esperti di chirurgia, degli psicologi ma anche delle associazioni che si occupano di questa patologia.

Obesità: molto più che un problema alimentare

«L’obesità è una malattia grave che coinvolge tutti gli organi» spiega il dottor Rosario Ranno, direttore dell’Unità Operativa Complessa Grandi Ustioni, consigliere nazionale Sicpre e chirurgo presso l’ospedale Cannizzaro di Catania. «L’aumento spropositato dei volumi di tessuto adiposo altera profondamente i rapporti tra le varie parti del corpo». L’eccessivo aumento di massa grassa è dovuto spesso a due concause: eccessive calorie ingerite e scarsa attività fisica.

Anche se può sembrare una patologia solamente somatica, l’obesità ha una forte impronta psicologica. «La malattia dell’obesità è complessa e grave, e difficilmente si guarisce», continua Ranno, «si può però convivere bene se si ha la forza, la capacità e la comprensione di quelli che sono i sacrifici che bisogna affrontare». Infatti, nei suoi percorsi di chirurgia, Ranno prevede un consulto psicologico costante per i propri pazienti. Questo limita il rischio di recidiva, che vanificherebbe tutti i sacrifici e demoralizzerebbe chi soffre di obesità.

Lo stigma dell’obesità e il lavoro delle associazioni

Oltre a essere una patologia difficile da affrontare e curare, l’obesità porta con sé un vero e proprio stigma. Iris Zani, presidente della onlus Amici Obesi, ha fondato la sua associazione nel lontano 2005 perché «c’era una carenza di informazioni riguardo alla patologia dell’obesità e volevo colmare questo vuoto informativo». L’informazione è di primaria importanza nel trattamento di una patologia apparentemente comune, eppure così difficile da accettare e individuare. «Il paziente, quando arriva da noi, probabilmente ha già preso consapevolezza che deve risolvere una situazione grave e ha preso coscienza che deve iniziare un percorso di cura» afferma Zani, spiegando che chi si rivolge alla onlus spesso ha già sulle spalle anni di sacrifici e limiti autoimposti a causa dell’obesità.

«Siamo abituati a fingere, a trovare una via di fuga dalle convinzioni che ci fanno dire che siamo sovrappeso» spiega Cristina Rastelli, collaboratrice di Amici Obesi. «Gli obesi procrastinano fino al punto in cui, a causa del peso, sono costretti a rinunciare a molte cose». La patologia infatti è subdola, e chi è obeso si ritrova in un circolo vizioso di carenza di vita sociale e di opzioni, che porta ad affidarsi all’unico amico che conosce: il cibo. Uscirne è difficile, anche cambiando stile di vita, perché senza un percorso strutturato c’è il rischio di fallire e tornare al punto di partenza. E il fallimento ha effetti negativi sul morale e sulla voglia di cambiare. «Le recidive sono la dimostrazione che l’obesità non è un vizio ma una malattia, e non bisogna mai mollare la presa» conferma Zani.

Chirurgia e obesità

La chirurgia bariatrica è il tipo di chirurgia che si occupa di tutti gli interventi che mirano a contrastare l’obesità e i suoi effetti. Ma esistono anche altre operazioni che possono essere d’aiuto per contrastare l’obesità. L’addominoplastica, ad esempio, è un intervento che può essere utilizzato per rimuovere la pelle in eccesso dovuta a un dimagrimento rapido. «Con questa operazione si asporta la cute in eccesso della zona addominale» illustra il dottor Francesco Russo, specialista in chirurgia plastica, estetica e ricostruttiva. L’intervento è molto sicuro, anche quando associato ad altri interventi di chirurgia come la liposuzione: si viene dimessi dall’ospedale in appena 2 giorni, massimo 3. «Le attività quotidiane possono essere riprese dopo tre settimane, l’attività fisica dolce dopo due mesi e l’attività sportiva intensa non prima di sei mesi» conclude Russo.

Anche le patologie connesse all’obesità, come ad esempio la diastasi addominale, possono essere risolte dalla chirurgia. Chi vive in condizione di obesità, infatti, ha più probabilità di soffrire di diastasi, a causa dell’aumentata pressione addominale dovuta all’eccesso di grasso.

Come sconfiggere l’obesità e tornare a vivere una vita normale? È difficile, ma c’è bisogno di un percorso psicologico, del sostegno dei propri affetti e se necessario anche di interventi chirurgici. Gli interventi però non vanno eseguiti con leggerezza, ma vanno eseguiti su un paziente convinto di quello che sta facendo, motivato a cambiare vita. «Il cibo è come una droga sempre a portata di mano», conclude Cristina Rastelli, «e finchè non si scardina questo meccanismo non si può uscire da questa situazione né con la dieta né con gli interventi chirurgici».

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