Medici Chirurghi
Trattare le ustioni chirurgicamente e psicologicamente
In passato, la maggior parte delle ustioni di secondo e terzo grado si verificava sul luogo di lavoro. Oggi, invece, la maggior parte delle ustioni avviene in casa, trasformandosi in un pericolo domestico molto più significativo. Tuttavia, seguire i passaggi corretti nel trattamento di un’ustione è fondamentale non solo per garantire la sicurezza della persona colpita, ma anche il suo benessere psicologico.
Per fare chiarezza su questo processo, il Dott. Fabrizio Malan, specialista in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica, condivide la sua esperienza come primario della chirurgia plastica presso il Centro Grandi Ustionati del CTO di Torino.
Il fattore tempo nel trattamento delle ustioni
Secondo il Dott. Malan: «La maggior parte degli incidenti con ustioni che si verificano oggi avviene in ambito domestico o semi-domestico. In altre parole, molte persone si ustionano nei propri giardini o nei campi intorno alle loro abitazioni mentre bruciano sterpaglie, svolgono piccoli lavori o a causa di incidenti domestici, sia durante le pulizie sia per casi di negligenza, come chi fuma e si addormenta a letto».

Nonostante avvengano in un ambiente più sicuro, è fondamentale trattare le ustioni immediatamente. A differenza delle lesioni puntiformi, le ustioni causano danni maggiori con il passare dei minuti. «Pertanto – spiega il Dott. Malan – la prima cosa da fare è cercare di abbassare la temperatura della zona colpita dall’ustione; ad esempio, l’acqua fredda rappresenta già un buon primo intervento».
Dopo la fase iniziale, è importante elaborare un piano terapeutico. Spesso, prima di prendere in considerazione qualsiasi tipo di chirurgia plastica ricostruttiva, il paziente necessita di interventi di tipo rianimatorio. Il Dott. Malan sottolinea come «mantenere l’idratazione e prevenire sindromi multiorgano sia fondamentale. La chirurgia plastica interviene in questa fase rimuovendo il tessuto necrotico, poiché il tessuto necrotico rappresenta sempre una potenziale fonte di infezione».
La rimozione del tessuto necrotico è quindi un passaggio cruciale. Deve essere effettuata in condizioni di sterilità ed è altrettanto essenziale fornire una copertura iniziale delle aree interessate, perché le zone esposte, dove il tessuto non è più presente, causano una grave disidratazione che può risultare fatale.
«Ed è per questo che, utilizzando i tessuti provenienti dalla banca dei tessuti che abbiamo da diversi anni qui al CTO di Torino, possiamo garantire una copertura temporanea che consente di ridurre drasticamente la superficie esposta dopo un’ustione».
Ustioni e aspetto psicologico
Soffrire di un’ustione può essere estremamente difficile. A differenza di molte malattie e condizioni, le ustioni possono cambiare completamente la vita di una persona in un istante. Per questo motivo, il supporto psicologico ai pazienti è fondamentale. Come spiega il Dott. Malan: «la chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica interviene in un secondo momento, quando dobbiamo fornire una copertura definitiva delle aree ustionate e, allo stesso tempo, cercare di rendere le cicatrici il più possibile tollerabili».
Inoltre, il Dott. Malan sottolinea l’importanza di avere un’équipe formata per fornire sostegno psicologico ai pazienti. «L’aspetto psicologico è fondamentale perché le ustioni sono, nella maggior parte dei casi e in molte aree del corpo, lesioni irreversibili».
Questo approccio più umano è iniziato solo negli ultimi anni. Il Dott. Malan spiega: «Dal punto di vista mentale e psicologico di chi esegue questi trattamenti, la differenza fondamentale è trattare il paziente non solo dal punto di vista clinico, ma come una persona nella sua interezza». Non si tratta più solo di curare la patologia, ma di guarire la persona.
Questo approccio più etico va di pari passo con il progresso scientifico nel settore. «Esistono approcci scientifici principalmente orientati a trovare modalità per eseguire le escarotomie, ovvero la rimozione del tessuto necrotico, in modo meno traumatico e, se possibile, attraverso metodi non chirurgici».

Inoltre, il Dott. Malan ha menzionato l’impiego di alcuni nuovi prodotti , di origine naturale a base di enzimi proteolitici, arricchiti di bromelina, estratta dal gambo dell’ananas.«Tuttavia, deve essere applicato dopo un’adeguata formazione». Sono prodotti che migliorano il decorso di guarigione e consentendo di ridurre i tempi di trattamento
Tuttavia, un elemento fondamentale da non trascurare è la disponibilità di tessuto proveniente dalla banca della pelle. «Grazie alla pelle dei donatori – conclude il Dott. Malan – che viene trattata, completamente sterilizzata e in alcuni casi persino decellularizzata, è possibile disporre di queste coperture temporanee, che sono davvero salvavita».