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Ricostruzione mammaria immediata: vantaggi e impatto psicologico

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Affrontare una mastectomia non significa solo sottoporsi a un intervento chirurgico, ma anche convivere con le sue conseguenze fisiche ed emotive. Oggi la chirurgia ricostruttiva offre alle pazienti la possibilità di riavere subito un seno, già durante l’operazione, con importanti ricadute sulla qualità della vita. Il dottor Mattia Brogi, specialista in chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi, spiega che la ricostruzione mammaria può essere immediata, quindi eseguita contestualmente alla mastectomia, oppure differita, quando la parte ricostruttiva avviene in un secondo intervento. La scelta dipende da diversi fattori, ma negli ultimi anni le tecniche hanno permesso di ampliare molto le possibilità di ricostruzione immediata.

Ricostruzione mammaria immediata e differita: le differenze

«La ricostruzione mammaria si può dividere appunto in immediata e differita. Immediata significa che viene effettuata contestualmente alla mastectomia. Mentre la differita è quando viene effettuata prima la parte demolitiva e successivamente la parte ricostruttiva, quindi in un secondo tempo, in un secondo intervento», spiega il chirurgo.

dottor Mattia Brogi, specialista in chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi

La ricostruzione immediata può essere di tipo eterologo, con dispositivi protesici o espansori, oppure autologo, cioè utilizzando i tessuti della stessa paziente. «Il lembo DIEP, che utilizza tessuto dalla regione addominale, è oggi la tecnica di riferimento.»

I benefici sono evidenti sia dal punto di vista fisico che psicologico. «Innanzitutto ci sono vantaggi per l’involucro cutaneo: viene mantenuto subito e si evitano delle retrazioni cicatriziali. L’altro vantaggio è di tipo psicologico: la paziente esce dalla sala operatoria già con una sua forma, una sua ricostruzione mammaria

Non sempre si può ricorrere a questo approccio. «Possono essere fattori oncologici, ovvero malattia localmente avanzata, oppure legati alla paziente, come condizioni di salute che non consentono di sopportare un intervento prolungato. Anche pazienti forti fumatrici o con obesità di grado molto alto possono non essere idonee

Quando le condizioni cliniche lo permettono, le possibilità ricostruttive sono diverse e si scelgono in base allo stato dei tessuti. «Se il tessuto lo consente, quindi se è ben perfuso e vascolarizzato, metto subito una protesi mammaria, che può essere posizionata nel piano prepettorale o retro-pettorale, con varie metodiche.»

Radioterapia e possibili complicanze 

Una variabile importante è la radioterapia, che può compromettere il risultato. «Produce una fibrosi dei tessuti, aumenta l’incidenza di contrattura capsulare nel caso di ricostruzione protesica. Gli ultimi studi ci dicono che, nel caso in cui sia già prevista una radioterapia postoperatoria, la protesi sembra avere un danneggiamento inferiore rispetto a un espansore.» Per migliorare la qualità dei tessuti irradiati, aggiunge il dottore, può essere utile il lipofilling: «Il trasferimento di tessuto adiposo ha effetti rigenerativi grazie ai fattori di crescita e alle cellule staminali presenti nel grasso.»

Come ogni intervento chirurgico, anche la ricostruzione può presentare complicanze. «Le complicanze immediate sono sanguinamento, infezioni o deiscenza della ferita. Nel lungo periodo le principali complicanze sono legate alla presenza della protesi: rischio di rottura, per quanto molto basso, e soprattutto la contrattura capsulare.» Quest’ultima, spiega Brogi, può portare a un indurimento e spostamento della protesi e, nei casi più gravi, a dolore.

L’impatto psicologico e il ritorno alla vita quotidiana

Il vero punto di forza della ricostruzione immediata resta però l’impatto sulla vita quotidiana.

«La ricostruzione mammaria immediata dà alla paziente la possibilità di uscire dalla sala operatoria già ricostruita. Nel giro di un mesetto può già rimettersi un bikini e andare al mare. Questo consente di dimenticare più rapidamente di aver affrontato un intervento oncologico e avere una qualità della vita migliore.»

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