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Seno Sereno: prevenzione, ricostruzione mammaria e percorsi condivisi
Affrontare un controllo al seno, ricevere una diagnosi o valutare una ricostruzione mammaria significa confrontarsi con specialisti diversi, appuntamenti e decisioni importanti. Un percorso che può diventare complesso, soprattutto quando alle necessità cliniche si aggiungono dubbi, paure e aspettative personali.
Per offrire alle donne un’assistenza più coordinata nasce Seno Sereno, un progetto sviluppato presso Clinica Dardano, in provincia di Modena, che riunisce competenze radiologiche, senologiche e di chirurgia plastica.
A raccontarlo è il dottor Pietro Loschi, chirurgo plastico, ricostruttivo ed estetico, che dopo una lunga esperienza all’Istituto Europeo di Oncologia di Milano ha voluto contribuire alla creazione di un percorso capace di mettere al centro, non soltanto la salute del seno, ma le esigenze della donna.
Più specialisti per un “Seno Sereno” !

«Seno Sereno nasce una domenica mattina in cui ero con mia sorella Gloria e volevamo ricostruire nella nostra clinica un percorso multidisciplinare simile a quello che avevamo in ospedale», racconta il chirurgo.
Il progetto coinvolge radiologi dedicati alla diagnostica senologica, un chirurgo senologo e un chirurgo plastico ricostruttivo, con l’obiettivo di offrire valutazioni coordinate, possibilmente nella stessa giornata.
«Abbiamo cercato di strutturare un protocollo che permettesse, anche a una donna che ci raggiunge da lontano, di avere una diagnosi e, nella stessa giornata, un’indicazione sull’intervento e la possibile ricostruzione» commenta Loschi.
La collaborazione tra specialisti permette di condividere rapidamente le informazioni e di evitare, quando possibile, visite e pareri separati. «Il valore aggiunto è infinito, abbiamo sicuramente bisogno di tutti gli specialisti coinvolti ».
Superare la paura del tumore al seno con l’informazione
Seno Sereno non si rivolge esclusivamente alle donne che hanno ricevuto una diagnosi oncologica. «Il progetto non nasce solo per le malattie, ma soprattutto per la prevenzione e i controlli nel tempo» aggiunge il chirurgo.
Quando indicato, possono essere valutati anche approfondimenti genetici, come i test relativi ai geni maggiormente coinvolti nell’ereditarietà della malattia, in primis BRCA1 e BRCA2.
Uno degli ostacoli alla prevenzione è rappresentato dalla paura di scoprire una malattia. Per il dott. Loschi, una corretta informazione è fondamentale per aiutare le donne ad affrontare i controlli con maggiore consapevolezza.
«Un’informazione ben pianificata, conoscere i volti delle persone e scegliere i propri medici di riferimento: sono aspetti utilissimi per avvicinare le persone alla prevenzione».
L’obiettivo è rendere il percorso più accessibile e innescare un rapporto di fiducia tra donne e professionisti.
Ricostruzione mammaria: ogni donna deve poter scegliere
La ricostruzione mammaria rappresenta una parte importante dell’attività del dott. Loschi, sia quando viene eseguita contestualmente alla mastectomia, sia quando si interviene successivamente per migliorare gli esiti di un precedente intervento.
Si tratta di una chirurgia complessa, nella quale esperienza e collaborazione tra specialisti possono influenzare le possibilità ricostruttive.
«Non è una chirurgia semplice. La differenza la fanno le abilità e l’esperienza del chirurgo plastico e del senologo (…) È un lavoro d’equipe.”
Accanto agli aspetti tecnici, il chirurgo sottolinea l’importanza di coinvolgere la donna nelle decisioni.
«Il bisogno principale delle donne che vivono queste esperienze è di essere ascoltate e perché no, anche di poter “scegliere” il loro risultato». commenta Loschi.
Non esiste infatti un unico risultato ricostruttivo adatto a tutte. Per favorire questo confronto, il dott. Loschi utilizza anche strumenti di simulazione 3D che aiutano a mostrare quali risultati potrebbero essere ottenuti, a “vederli” sul proprio corpo e decidere con maggiore consapevolezza.
L’importanza dell’ascolto dopo un tumore al seno
Tra le preoccupazioni più frequenti delle donne, c’e’ la paura che non sia più possibile migliorare l’aspetto del seno dopo una mastectomia, una quadrantectomia o una precedente ricostruzione, spiega il chirurgo.
Talvolta le donne si presentano alla visita senza aver mai avuto abbastanza spazio per esprimere i propri desideri, anche rispetto ai “particolari” del seno.
Eppure, dettagli apparentemente “secondari”, come la morbidezza del seno, la posizione delle cicatrici o la simmetria, possono avere un significato importante.

«Ascoltarle, farle sentire libere di esprimere le proprie esigenze senza giudicarle “banali”, farci spiegare bene che cosa si aspettano dal seno, lasciando loro voce in capitolo. E’ il loro corpo!». aggiunge Loschi. L’ascolto permette anche di chiarire i limiti della chirurgia e di spiegare quando una richiesta non è realisticamente realizzabile. Per Loschi, la ricostruzione mammaria non dovrebbe essere considerata soltanto come una fase tecnica successiva al trattamento oncologico, ma anche come un’opportunità per aiutare la donna a ritrovare un rapporto più sereno con il proprio corpo.
Oltre la guarigione clinica: sentirsi bene nel proprio corpo.
Guarire significa certamente superare la malattia, ma anche ritrovare il proprio benessere, la propria femminilità e la serenità con il proprio corpo. A volte ci si rassegna a un risultato che non soddisfa pienamente; pensando che «migliorarlo richieda uno sforzo che non valga la pena affrontare (…) Tuttavia sono proprio quei piccoli dettagli, così importanti per una donna, a fare la differenza. Per questo credo che non dobbiamo fermarci al risultato clinico, ma prenderci cura anche di ciò che può farla sentire davvero meglio».