Medici Chirurghi
Chirurgia estetica all’estero? Quando le complicanze tornano in Italia
Sempre più italiani scelgono di sottoporsi a interventi di chirurgia estetica all’estero. Ma quando qualcosa va storto, le complicanze post-operatorie possono diventare un problema serio.
Giuseppe Giudice, professore ordinario all’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, spiega: «Le complicanze sono tutti quegli eventi avversi che possono avvenire in una percentuale, si spera, il più piccola possibile, durante ogni tipo di intervento, sia di chirurgia generale sia di chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica. Il problema risiede nel momento in cui tali complicanze avvengono in maniera prevedibile ma non prevenibile».
Quando ciò accade, i pazienti si trovano già in Italia e devono affrontare le complicanze derivanti dall’intervento.
«Per risolverli sono costretti a rivolgersi agli ospedali delle aziende ospedaliere o delle aziende ospedaliere universitarie presenti sul territorio nazionale».
Chirurgia estetica all’estero: dati, registri e consigli

“Aldo Moro”
Il numero crescente di pazienti trattati all’estero che rientra in Italia con problemi post-operatori ha messo in luce una questione significativa.
Si tratta, infatti, di casi che richiedono ricoveri in strutture sanitarie italiane, generando costi aggiuntivi per il sistema sanitario nazionale. Per affrontare la questione, la SICPRE (Società Italiana di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva-rigenerativa ed Estetica) ha realizzato un registro, diffuso nei principali centri specialistici italiani.
In questo modo è possibile raccogliere le informazioni fondamentali sui casi «Utilizziamo il registro per segnalare il tipo e il numero di pazienti, il tipo di patologie maggiormente interessate da questi tipi di complicanze. La funzione è soprattutto quella di evidenziare, quantificare e qualificare il problema». Sottolinea il Prof. Giudice, Responsabile del registro per la SICPRE.
I dati preliminari indicano che gli interventi più frequentemente associati a complicanze «sono mastoplastiche (additive, riduttive o mastopessi); interventi che riguardano l’addome; interventi che riguardano gli arti inferiori, in particolare la lipoaspirazione».
Operarsi in sicurezza
A prescindere dal fatto che ci si rivolga a strutture italiane o estere, il principio fondamentale per affrontare un intervento di chirurgia estetica in sicurezza è quello di «rivolgersi a persone che abbiano un curriculum adeguato, un’esperienza ampia e verificabile e che lavorino in strutture adeguate come gli ospedali, case di cura convenzionate e accreditate.»

Peraltro, eseguendo un intervento all’estero, si corre il rischio di non conoscere il chirurgo che dunque sottopone a interventi chirurgici i pazienti che non ha mai visitato precedentemente in presenza. Il paziente inoltre non può verificare il percorso di studi eseguito dal professionista, a iniziare dalla presenza del titolo di Specialista in Chirurgia Plastica.
In ogni caso, è bene evitare chi «pubblicizza la propria capacità attraverso i social, ma rivolgersi a quelli che invece possono essere le società scientifiche riconosciute e a professionisti con la specializzazione in chirurgia plastica e che quindi svolgono quest’attività da diverso tempo».