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Breast Unit e lavoro di squadra: così cambia la cura del tumore al seno

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Il tumore al seno resta la neoplasia più diffusa tra le donne, ma la ricerca scientifica e la prevenzione hanno cambiato radicalmente lo scenario. Oggi, grazie alla diagnosi precoce, le possibilità di guarigione raggiungono percentuali altissime, restituendo speranza e qualità di vita a milioni di pazienti. Ne abbiamo parlato con la dottoressa Federica Augelli, chirurgo plastico ricostruttivo ed estetico presso l’ospedale Niguarda di Milano.

«Si stima che una donna su otto lo incontri nel corso della sua vita. La buona notizia è che oggi, grazie alla diagnosi precoce, riusciamo a raggiungere dei tassi di guarigione che si attestano intorno all’85-90 percento» commenta la dottoressa.

La forza della diagnosi precoce

Dottoressa Federica Augelli, chirurgo plastico ricostruttivo ed estetico presso l’ospedale Niguarda di Milano

Il ruolo della diagnosi precoce è centrale e non riguarda soltanto le donne in età avanzata. Augelli sottolinea come i controlli vadano calibrati in base all’età e ai fattori di rischio.

«In Italia esistono degli screening, che prevedono in particolare delle mammografie dai 45-50 anni con il sistema sanitario nazionale. Per le donne più giovani, però, bisogna ricordare che l’ecografia è molto importante, e in casi particolari, come per esempio in casi di familiarità, la risonanza magnetica ha anche un ruolo molto importante».

Accanto agli esami strumentali, la specialista richiama l’attenzione anche sulla consapevolezza individuale: «Accanto a questo però io incoraggio tutte le donne a conoscere il proprio corpo, e a non sottovalutare anche l’importanza della palpazione e dell’autopalpazione, quindi spesso questa è la prima forma di consapevolezza che poi porta ad una diagnosi».

Le barriere da superare

Nonostante i progressi, molte donne rimandano i controlli per paure, imbarazzi o tabù culturali.

«Spesso la diagnosi è uno stigma sociale, c’è la paura della diagnosi, ma anche l’imbarazzo della visita, la convinzione che tanto capita sempre agli altri e mai a noi. Aggiungo anche il timore della chirurgia, quindi di perdere la propria femminilità, e dell’intervento chirurgico in sé».

Continua la dottoressa «Parlarne, affrontare questo tema sia nel mese di ottobre, ma anche durante tutto l’anno significa proprio dare forza alle pazienti che affrontano questo percorso».

Chirurgia ricostruttiva e qualità di vita

La chirurgia plastica ricostruttiva oggi non è più un dettaglio estetico, ma un passaggio cruciale del percorso di cura. «Oggi non pensiamo più solo a guarire il tumore, ma a restituire proprio una qualità di vita alle donne a 360 gradi» racconta Augelli. «La chirurgia plastica interviene molto in questo aspetto, ha un ruolo centrale, quindi ridà armonia al corpo, ma soprattutto aiuta a ritrovare quella autostima e quella femminilità, che purtroppo con l’intervento molte donne sentono perdute».

Augelli aggiunge «Il gold standard in tutti gli ospedali, è quello della ricostruzione immediata, ovvero dopo la mastectomia nello stesso tempo, si esegue anche la ricostruzione e questo consente sicuramente di dare un grande impatto psicologico alle pazienti al risveglio».

Un lavoro di squadra

Il percorso di cura non riguarda solo la chirurgia. Nei centri specializzati, le cosiddette breast unit, la collaborazione tra specialisti è fondamentale. «Ormai in tutti gli ospedali che si occupano di tumore della mammella esistono delle realtà che si chiamano breast unit. Sono basate proprio sul lavoro di équipe. All’interno si trova l’oncologo, radioterapista, il nutrizionista, lo psicologo, il chirurgo plastico. Tutti portano il loro contributo prezioso affinché la paziente non si senta mai sola. Quindi la medicina moderna non cura solamente la malattia, questo va ricordato, ma cerca proprio di trattare la persona nella sua interezza, quindi, la salute non più solo fisica ma anche mentale e psicologica».

La prevenzione tutto l’anno

Ottobre ci ha ricordato quanto sia importante la prevenzione, ma la salute non conosce stagioni. Il messaggio della dottoressa Augelli accompagna ogni giorno dell’anno, come un invito costante a volersi bene: «Il tumore al seno oggi si può curare. La diagnosi precoce, la fiducia nei percorsi di cura e la consapevolezza nelle donne che esiste una soluzione fatta apposta per noi.– conclude Augelli-  Penso che sia davvero quello che fa la differenza e che può fare la differenza in futuro. Parlarne anche sulle piattaforme social può salvare la vita».

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