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Dalla diagnosi precoce agli stili di vita sani: le strategie contro il tumore al seno

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A partire dal 2022, il tasso di tumore al seno in Italia è aumentato dello 0,5% e questa tendenza al rialzo dei casi continuerà a crescere nei prossimi due decenni. Tuttavia, la tendenza a una diagnosi sempre più precoce e l’avvio tempestivo del trattamento garantiscono un tasso di sopravvivenza a 5 anni che si attesta intorno all’88%. 

La dottoressa Veronica Prati, impegnata nel trattamento delle patologie mammarie dal 2019 e urologiche dal 2009, e dal 2024 responsabile della Struttura Semplice di Oncologia Senologica presso l’Ospedale Michele Pietro Ferrero di Verduno, sottolinea l’importanza della prevenzione dei tumori al seno attraverso azioni specifiche. «Secondo i dati della letteratura scientifica, uno stile di vita sano può ridurre il rischio di sviluppare il cancro, in particolare il tumore al seno, fino al 30% – spiega la dottoressa – Perciò, è fondamentale educare la popolazione sana, non solo i pazienti, sull’importanza di mantenere abitudini di vita salutari, come una dieta equilibrata, ad esempio la tradizionale dieta mediterranea, e l’attività fisica regolare».

Dall’autopalpazione agli screening

Dottoressa Veronica Prati, responsabile della Struttura Semplice di Oncologia Senologica presso l’Ospedale Michele Pietro Ferrero di Verduno

La chiave della prevenzione è la consapevolezza. La dottoressa Prati sottolinea: «È fondamentale che le donne effettuino l’autopalpazione regolarmente, almeno una volta al mese. Questo è importante perché ciascuno conosce bene il proprio corpo, quindi è cruciale notare eventuali cambiamenti, come la comparsa di un nodulo realmente palpabile». 

Ma è anche importante controllare eventuali modifiche della pelle o la presenza di secrezioni dal capezzolo, siano esse ematiche o trasparenti. In breve, qualsiasi alterazione rispetto al normale funzionamento o aspetto della ghiandola mammaria deve essere attentamente valutata. 

Tuttavia, la dottoressa Prati precisa anche: «L’autopalpazione non può sostituire la mammografia o l’ecografia mammaria, quindi è essenziale partecipare ai programmi di screening». L’accesso ai programmi di screening non è uniforme in tutta Italia, motivo per cui la dottoressa Prati ritiene fondamentale educare il pubblico sui benefici di tali programmi. «Al Nord, i tassi di adesione allo screening raggiungono circa il 60%, mentre al Sud sono ancora più bassi, sotto il 40%. Perciò, educare la popolazione è cruciale: aiutare le persone a comprendere quanto sia importante partecipare ai programmi di screening e promuovere la consapevolezza tra i soggetti sani sull’importanza della prevenzione, in particolare la prevenzione primaria, ovvero l’educazione al mantenimento di abitudini di vita salutari».

L’evoluzione del trattamento

Oggi il trattamento medico dei tumori al seno è cambiato significativamente, portando a maggiori possibilità di sopravvivenza. «Fino a qualche decennio fa avevamo solo chemioterapia e terapia ormonale standard. Oggi stiamo assistendo a una vera personalizzazione del trattamento basata sulla biologia del tumore al seno, perché non tutti i tumori mammari sono uguali. Possiamo distinguerli in tre grandi classi: malattia luminale, con recettori ormonali positivi e HER2-negativo; malattia HER2-positiva; e malattia triplo-negativa». 

La dottoressa Prati spiega inoltre: «Queste tre grandi famiglie di tumori mammari hanno subito una rivoluzione in ambito di trattamento farmacologico. Ad esempio, nei tumori luminali sono stati introdotti farmaci biologici come gli inibitori delle cicline, anche in fase precoce. Nei tumori HER2-positivi, ora possiamo utilizzare anticorpi monoclonali anti-HER2 in combinazione con la chemioterapia. Per la malattia triplo-negativa, negli ultimi cinque anni si è assistito all’introduzione dell’immunoterapia, che ha portato a un aumento dei tassi di risposta patologica completa».

Un’altra importante classe di farmaci introdotta nel trattamento della neoplasia mammaria sono gli anticorpi farmaco-coniugati. «Proprio la settimana scorsa al Congresso Europeo abbiamo assistito alla presentazione di dati relativi a questa classe di farmaci anche in un contesto precoce di malattia. Oggi questi farmaci sono utilizzati nelle fasi avanzate e metastatiche della malattia e, in un prossimo futuro, potrebbero essere impiegati anche in una fase più precoce»

Ottobre: mese della prevenzione dei tumori al seno

Ottobre è il mese dedicato alla prevenzione dei tumori al seno, un periodo in cui si rinnova l’impegno a sensibilizzare la popolazione sull’importanza dei controlli e degli stili di vita sani. In questo contesto, l’incontro del 3 novembre con la dottoressa Prati è stato un’importante occasione per avvicinare la cittadinanza ai temi della prevenzione, sottolineando come una corretta alimentazione e una regolare attività fisica possano contribuire in modo significativo alla tutela della  salute.

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