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Blefaroplastica: non solo estetica
Secondo un sondaggio mondiale del 2024, la blefaroplastica è stato l’intervento chirurgico più popolare a livello globale. La procedura sta rapidamente guadagnando popolarità sia tra gli uomini che tra le donne; tuttavia, non sempre viene eseguita per motivi estetici. Il dottor Marcello Carminati, chirurgo plastico e responsabile dell’area di chirurgia plastica dell’Ospedale Papa Giovanni di Bergamo, si occupa da molti anni di chirurgia plastica, e ricostruttiva, specializzandosi in diversi ambiti, dai tumori della pelle e del seno a problematiche legate alle palpebre.
La blefaroplastica è estremamente utile per i pazienti di una certa età. «Parlando di blefaroplastica ci concentriamo soprattutto sulla blefaroplastica superiore – commenta il dottor Carminati – che ha indicazione allorché vi sia un eccesso di pelle che chiaramente rende lo sguardo un po’ più pesante, un pochettino più stanco e quindi ha una valenza estetica».
Tuttavia, il dottor Carminati spiega che la blefaroplastica non è effettuata solo da chi desidera un aspetto più “riposato”: «Molto spesso, soprattutto con l’età, ma anche costituzionalmente, questo eccesso di pelle diventa ridondante sulla palpebra superiore diventa così abbondante che non solo rallenta un pochettino l’apertura della palpebra e quindi dà quello sguardo stanco soprattutto alla sera o quando si è particolarmente provati da una giornata pesante, ma chiude il campo visivo, soprattutto nei quadranti esterni». Per questo motivo, esiste anche una motivazione funzionale per l’intervento.
Fattori da considerare quando si opta per la blefaroplastica
Esistono tre tipi di blefaroplastica: superiore, inferiore e combinata. Nel decidere quale tipo di intervento eseguire, il chirurgo valuta due fattori principali.

Quando il paziente desidera l’intervento per motivi funzionali, cioè quando la pelle della palpebra superiore ha iniziato a limitare la visione, si raccomanda una semplice blefaroplastica superiore, che il dottor Carminati spiega essere minimamente invasiva e realizzabile in anestesia locale.
D’altra parte, quando il problema è di natura estetica, esso deriva principalmente dalla zona sotto la palpebra inferiore, come spiega il dottore: «Diventa chirurgica quando vi siano quelle antiestetiche borse che noi chiamiamo borse adipose. Sono quei rigonfiamenti che, in genere, anche in questo caso, possono avere una natura costituzionale, quindi essere presenti anche presso persone giovani, ma sicuramente con l’età si manifestano di più. In questo caso, l’intervento è proprio volto a togliere questi inestetismi che sono particolarmente sentiti anche dal sesso maschile, perché le borse sotto gli occhi contribuiscono a rendere stanchi e a rendere vecchio uno sguardo quando magari la persona non si sente tale». In questo caso, la blefaroplastica inferiore è la scelta migliore.
Tuttavia, alcuni pazienti possono presentare sia un eccesso di pelle sulla palpebra superiore sia borse antiestetiche, rendendo necessaria una chirurgia combinata, volta a risolvere sia il problema funzionale sia quello estetico.
Gli effetti sono duraturi?
Uno dei principali vantaggi della blefaroplastica è il suo effetto ringiovanente. Fortunatamente, la procedura si è dimostrata relativamente duratura. Secondo il dottor Carminati: «Mi è capitato rarissime volte di intervenire nuovamente e, in genere, dopo quindici, vent’anni ho dei follow up ancora splendidi; ovviamente, facendo un esempio, se fatta a cinquant’anni, è chiaro che a settantacinque anni il paziente qualche stigmata di recidiva può avere, è comprensibile. Però il guadagno è comunque definitivo, nel senso che una persona operata dopo vent’anni non sarà mai come se non lo fosse stata».
Inoltre, rispetto ad altri interventi di chirurgia plastica, la blefaroplastica raramente comporta complicanze. Con oltre trent’anni di esperienza nella procedura, il dottor Carminati afferma che le poche complicanze possibili hanno un’incidenza molto bassa e sono spesso legate all’esperienza del chirurgo.
Abbinare la blefaroplastica ad altri interventi

«Ci sono molti altri interventi che contribuiscono a migliorare lo sguardo – spiega il dottore – c’è il lifting del sopracciglio, c’è la cantopessi che vuol dire sollevare un pochettino l’angolo della palpebra oppure un lifting del terzo medio che serve proprio per sollevare lo zigomo e ringiovanire tutta l’area orbitale. E, ovviamente, l’indicazione soggettiva è legata a caso a caso. Bisogna capire, ed è fondamentale, dal colloquio col paziente o con la paziente per capire qual è l’esigenza estetica della persona».
La blefaroplastica è solo uno dei molti interventi a cui i pazienti possono accedere.
Il dottor Carminati conclude: «In genere, chi presenta un po’ di invecchiamento nel terzo inferiore del viso tende ad avere una palpebra non perfetta. In questo caso, l’associazione di interventi è più che lecita. Ovviamente, la combinazione di più interventi deve basarsi sulle condizioni cliniche e sui desideri del paziente».