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Diastasi: tra prevenzione e informazione

«Prevenzione è volersi bene». La cura di sé stessi parte anche dalla prevenzione. Il dottor Daniele Bollero, chirurgo plastico ed estetico

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«Prevenzione è volersi bene». La cura di sé stessi parte anche dalla prevenzione. Il dottor Daniele Bollero, chirurgo plastico ed estetico che opera su Torino, da anni si occupa di diastasi.
Il percorso che devono affrontare i suoi pazienti può variare ed è importante sapere che questa patologia è fisiologica e che non è necessario sempre intervenire chirurgicamente.

Prevenzione della diastasi. Intervista al dottor Daniele Bollero, chirurgo plastico ed estetico di Torino da anni si occupa di diastasi.
Daniele Bollero, chirurgo plastico ed estetico 

«La diastasi non si può prevenire a livello strategico – continua il dottor Bollero -; c’è una predisposizione che è data da un deficit di collagene ed elastina. In questo caso, il tessuto è più morbido e quindi si espande più velocemente provocando la diastasi». Questa patologia affligge non solo chi è predisposto, ma anche pazienti che hanno perso molti chili e donne che hanno partorito.

Informare il paziente

In gravidanza, ad esempio, è opportuno indossare indumenti premaman che contengano l’addome e non permettere ai muscoli che si allarghino. Anche le creme idratanti sono importanti perché migliorano l’elasticità della pelle, anche se non sono direttamente collegate alla prevenzione per la diastasi. Per mantenere il tono muscolare, invece, si consigliano degli esercizi specifici.

Si può ricorrere anche a prodotti e supporti che aiutano a contenere o prevenire la diastasi. Anni fa i ginecologi sconsigliavano l’uso della guaina per l’addome, ma successivamente hanno capito quanto sia importante il supporto della parete addominale.

Tuttavia, questa patologia è fisiologica e tutti possono averla. Bisogna ricordare che il distaccamento di 2 cm è del tutto normale, e può esserci un recupero della muscolatura. Invece se il distanziamento diventa importante, si possono aprire diversi scenari.«Ci sono pazienti informate – continua Bollero – che appena sono in gravidanza mi chiamano perché conoscono il problema». Altre donne, invece, capiscono che il loro addome sta cambiando e cercano informazioni sul web, imbattendosi in gruppi social che si occupano di divulgazione come Diastasi Donna. In questo modo iniziano a conoscere la patologia.

«Infine ci sono le pazienti più complicate – spiega Bollero – a cui viene diagnostica la diastasi dopo aver fatto un’ecografia. Arrivano spaventate e pensano di avere una grave malattia causata dal bambino. Bisogna tranquillizzarle e rassicurarle, spiegando che non c’è nulla di particolarmente grave».

Alcune di queste donne scelgono di non farsi operare perché non inficia sulla qualità della propria vita. Infatti, a un anno dal parto si può migliorare senza chirurgia. Inoltre, se si vogliono avere altri figli è sconsigliato sottoporsi all’intervento.
Sia per chi sceglie di operarsi che per chi decide di non fare l’intervento, l’informazione è fondamentale: «Un paziente informato – continua Bollero – è un paziente soddisfatto». Il compito del chirurgo, quindi, è di mettere insieme i tasselli e illustrare tutti gli scenari possibili.

Chirurgia estetica e diastasi

Se, però, la diastasi è importante, l’intervento è consigliato. Si può essere operati da un chirurgo generale, oppure da un chirurgo plastico in caso fossero necessari anche interventi di miglioramento estetico dell’addome.

«Per le pazienti che si sottopongono a questo intervento io uso l’hashtag #cambiogirovita – continua il dottore – per sottolineare come sia importante cambiare l’addome completamente».
Questo cambiamento non ha alcun limite di tempo perché ci si può sottoporre all’intervento anche anni dopo la gravidanza. Bisogna ricordare che la diastasi è sempre esistita, ma anni fa veniva nascosta con vestiti ampi invece che diagnosticata.

Oggi la situazione è completamente diversa, perché la patologia è più conosciuta e le donne hanno più consapevolezza del proprio corpo. La femminilità non si esaurisce durante la giovinezza, e molte donne decidono di riappropriarsi del proprio corpo a tutte le età. Anche la moda ha influito: al giorno d’oggi ci si veste molto più aderenti, per cui la pancia a pera tipica della diastasi si nota molto di più.

La diastasi è fisiologica, ma in alcuni casi può diventare patologica. La prevenzione e l’informazione sono fondamentali per accompagnare il paziente lungo tutto il percorso e ascoltare la sua storia.

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