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Paralisi del nervo facciale: cause, riabilitazione e ritorno alla normalità

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«Quello che mi stupiva sempre era vedere pazienti che arrivavano dopo aver vagato mesi, anni dopo aver visitato specialisti in tutta Italia senza trovare una risposta»

Dottor Marco Borsetti, specialista in chirurgia plastica e ricostruttiva e responsabile della Struttura Semplice di Chirurgia della Mano e Microchirurgia.

La paralisi del nervo facciale è una patologia poco conosciuta che ha grandissime conseguenze negative sulla vita delle persone affette. I pazienti con questa malattia perdono il controllo dei muscoli del viso, impedendo loro di esprimersi con la mimica facciale. Il dottor Marco Borsetti, specialista in chirurgia plastica e ricostruttiva e responsabile della Struttura Semplice di Chirurgia della Mano e Microchirurgia presso l’ospedale Maria Vittoria, da anni si occupa di trattare la paralisi del nervo facciale e di sostenere i pazienti nel percorso di guarigione. 

Paralisi del nervo facciale, cos’è e come si sviluppa

Dottor Marco Borsetti, specialista in chirurgia plastica e ricostruttiva e responsabile della Struttura Semplice di Chirurgia della Mano e Microchirurgia presso l’ospedale Maria Vittoria.

«La paralisi del nervo facciale è una patologia ancora un po’ di nicchia ma più diffusa di quel che si pensi» dice Borsetti. Le cause della malattia sono varie, e una buona parte sono dovute agli interventi chirurgici per la rimozione di tumori che interessano il viso. Ad esempio, quando il nervo acustico viene attaccato dal cancro, l’operazione per rimuoverlo a volte deve per forza danneggiare anche il nervo facciale, soprattutto in casi di tumore avanzato. Il recupero della mobilità può essere spontaneo, altrimenti va risolto con trattamenti specifici. Anche eventi traumatici possono causare la paralisi del nervo facciale, come ad esempio le grosse ferite da taglio sul viso.

«Ma la causa più frequente è quella che chiamiamo paralisi idiopatica, un nome complesso che sta a indicare che non è ben chiara l’origine. In qualche paziente infatti questa paralisi improvvisa di tutto il nervo facciale nasce senza però andare a riscontrare una causa specifica» afferma lo specialista, evidenziando come i muscoli del viso e il modo in cui il cervello li governa sono ancora un piccolo mistero. «La mimica facciale è veramente complessa ed è ciò che ci rapporta al mondo, un sottile equilibrio di vari muscoletti che il cervello comanda in maniera spontanea, veloce e dinamica».

Nonostante questo, Borsetti spiega che nel campo della paralisi del nervo facciale la medicina e la scienza hanno fatto progressi. Nuove tecnologie e strumenti all’avanguardia permettono degli interventi chirurgici precisissimi, eseguiti con l’aiuto di un microscopio grazie al quale il medico ha una visuale perfetta dei nervi e dei muscoli che ricuce. «Stiamo andando nella direzione in cui riusciamo a ristabilire un sorriso spontaneo e non meccanico, che era quello il problema all’inizio di questa chirurgia» afferma con orgoglio.

Trattamento e riabilitazione, quanto tempo ci vuole per tornare a sorridere?

«La paralisi del nervo facciale è un po’ una terra di nessuno, che coinvolge diversi ambiti, per cui sicuramente all’interno del suo trattamento rientrano oculisti, otorinolaringoiatri, chirurghi plastici, neurologi e neurochirurghi» spiega Borsetti, sottolineando come ancora manchi uno standard ben definito in Italia. Ed è per questo che ha creato un ambulatorio specifico per il trattamento di questa patologia all’interno dell’ospedale Maria Vittoria. Il suo obiettivo, oltre a operare i pazienti, è di guidarli in un percorso di guarigione che parte dall’informazione e arriva alla fine della riabilitazione. Per questo, l’ambulatorio è «una struttura pluridisciplinare in cui poter dare una risposta completa e integrata in un tempo unico al paziente, dandogli la possibilità di tornare a casa con una risposta a questo problema».

Il tipo di intervento chirurgico avviene di comune accordo col paziente, in base ai suoi bisogni. Ci sono due tipi di operazioni. La prima, più semplice, si chiama statica e serve a garantire la simmetria del viso a riposo. Vengono applicati dei tiranti che sostengono il muscolo, ma non riescono a ripristinare l’intera mimica del paziente. La seconda operazione è quella dinamica, ed è più adatta ai pazienti giovani e disposti a sopportare un lungo tempo di riabilitazione. In questo caso si procede a trasferire tessuto muscolare nelle zone colpite dalla paralisi del nervo facciale, che va poi innervato utilizzando degli strumenti di alta precisione. Queste procedure sono invasive, ma anche sicure e precise, dato che si utilizzano tessuti del paziente stesso eliminando il rischio di rigetto. «La cosa difficile quando si tratta la paralisi del nervo facciale è capire che cosa si deve fare, e poi farlo capire al paziente perché deve essere una scelta condivisa» spiega il chirurgo.

La riabilitazione dopo un’operazione per la paralisi del nervo facciale varia da 1-2 giorni nel caso di intervento statico fino a 6 mesi per il recupero completo dopo un’operazione dinamica. Nel caso di chirurgia statica, «il paziente esce già dalla sala operatoria come noi vorremmo si stabilizzasse il risultato, per cui dopo un breve ricovero il paziente ha già ottenuto il risultato che volevamo» conferma Borsetti. «Dall’altra parte, con il trasferimento di muscoli reinnervati si ha bisogno di diversi mesi, anche 6 mesi, perché le anastomosi nervose [ndr. le suture artificiali tra i vari nervi] comincino il loro lavoro.» Infatti, i nervi sono composti da una guaina esterna e da una parte interna. Mentre la guaina si può suturare, la parte interna cresce di 1 mm al giorno, richiedendo quindi molto tempo prima di poter apprezzare appieno i risultati.

La storia di Veronica, dopo 13 anni ritorna a vivere

«La maggior parte dei pazienti sono provati a livello psicologico» dice Borsetti. Infatti, la paralisi del nervo facciale impedisce alle persone di comunicare normalmente, dato che la mimica del viso è fondamentale per farsi comprendere. Un aspetto non conforme agli standard tende, purtroppo, a mettere a disagio gli altri. Per questo, il chirurgo è convinto che trattare la paralisi sia un intervento che migliora non solo il fisico ma anche la mente, e contribuisce davvero a cambiare la vita del paziente.

Un caso in particolare ha colpito molto il dottore, quello di Veronica, una donna che a 18 anni ha subito un trauma fisico che l’ha portata ad avere una paralisi del nervo facciale. «Compiva una vita molto isolata da tantissimi anni e non riusciva a rapportarsi con le altre persone» ha raccontato Borsetti. «Ha fatto questo accesso al nostro ambulatorio, noi l’abbiamo operata con il trasferimento microchirurgico di questo muscolo gracile [ndr. un muscolo della coscia] e tutta una serie di procedure ancillari, ed è uno di quei casi che ti ripagano di tutte le fatiche perché ha detto a gran voce che le abbiamo cambiato vita e restituito la felicità: ha trovato un lavoro e ha trovato degli amici» conclude soddisfatto il chirurgo. 


Quindi, la paralisi del nervo facciale è una patologia di cui si parla ancora poco nonostante gli effetti incredibilmente debilitanti che subisce chi ne soffre. Il dottor Marco Borsetti ha quindi preso sulle sue spalle questa missione: riabilitare i pazienti e farli tornare a vivere nella società senza timori, restituendo loro il sorriso che gli era stato strappato.

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