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Medici Chirurghi

Riabilitazione: oltre i tabù del corpo femminile

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«Oggi le donne hanno un’attenzione diversa ai bisogni del proprio corpo».

Mariateresa Moretti, fisioterapista, si occupa di riabilitazione del pavimento pelvico in seguito a interventi di chirurgia plastica, attualmente specializzata in riabilitazione nella ginecologia estetica e funzionale, analizza come le donne siano più attente alle modifiche che il corpo subisce anche grazie alla maggiore libertà con cui possono vivere la sessualità.

Estetica e funzione

Mariateresa Moretti, fisioterapista, i occupa di riabilitazione del pavimento pelvico ed è specializzata nella riabilitazione in ginecologia estetica

«La riabilitazione nella ginecologia estetica è un campo relativamente nuovo in Italia – spiega la fisioterapista – anche se in America esiste già da diversi decenni». Questa disciplina abbraccia differenti campi come la ginecologia, la medicina estetica e la chirurgia plastica, ed è una nicchia che non si occupa solo di estetica ma ha anche uno scopo funzionale. «Tutto ciò che riguarda l’area vulvo-vaginale è strettamente connessa a questi due ambiti – continua Moretti – e consiste in una serie di protocolli e strumentazioni utilizzate per rispondere alle problematiche delle pazienti».

Oggi si parla di donne che hanno un rapporto diverso con il proprio corpo, che hanno vissuto la contraccezione, la legalizzazione dell’aborto e che hanno una vita sessuale attiva anche in menopausa. «Le problematiche di interesse della riabilitazione nella ginecologia estetica possono essere la lassità vaginale o lo sviluppo di cicatrici perineali» spiega la fisioterapista. Nel primo caso, la patologia può riguardare le donne che hanno partorito e che presentano una lassità dei tessuti che comporta problematiche a livello sessuale, diminuendo le percezioni orgasmiche e ripercuotendosi negativamente sui rapporti di coppia. «Spesso la lassità vaginale è associata a disfunzioni del pavimento pelvico legate all’incontinenza da sforzo – continua Moretti – e per questo motivo bisogna agire sia dal punto di vista estetico che funzionale». 

Questa disciplina è indicata per trattare anche le cicatrici perineali: «C’è un cambiamento dell’elasticità della zona che provoca, anche in questo caso, un’alterata contenzione degli stimoli urinari oltre che dolore durante i rapporti sessuali» precisa la fisioterapista. Anche le donne in menopausa si rivolgono alla ginecologia estetica perché si verifica una diminuzione degli estrogeni che provoca secchezza vaginale. «Quando parliamo dell’area vulvo-vaginale dobbiamo pensare che è una zona sia deputata alla contenzione che a una funzione di statica pelvica» precisa Moretti. Chi soffre di lassità vaginale, quindi, oltre a evidenziare problemi sessuali e di contenzione presenta anche uno scompenso a livello pelvico.

Ricostruire la dimensione di donna attraverso la riabilitazione nella ginecologia estetica

«La riabilitazione nella ginecologia estetica, oltre a intervenire sulle patologie, si rivolge anche a chi ha subito una mutilazione genitale femminile» continua Moretti. «In questi casi parliamo di ricostruzione del clitoride o dell’apertura vaginale, che non significa solo ridare una sessualità a queste donne, ma vuol dire anche ridare un’identità femminile» precisa la fisioterapista. Per superare il trauma psicologico bisogna fare un grande lavoro di sbrigliamento di tutte le aderenze cicatriziali, dovute a queste pratiche non mediche che vengono eseguite. In questo modo la ginecologia estetica non dà solo la possibilità di provare piacere ma anche di identificarsi, di nuovo, nel ruolo di donna.

«Le tecniche utilizzate in ginecologia estetica e funzionale – continua Moretti – dipendono dal professionista che si occupa di questo ambito» spiega la fisioterapista. Si possono usare terapie topiche come creme con acido ialuronico o vitamina E che elasticizzano la parete vaginale e la parte dei genitali esterni. «Un’altra tecnica è l’utilizzo di elettromedicali come la radiofrequenza e l’elettrocurazione» continua Moretti. In questo modo il macchinario stimola la creazione di fibroblasti, producendo una maggiore quantità di elastina e di componenti che migliorano l’elasticità dell’area». 

Oppure si può ricorrere anche alla carbossiterapia o alla terapia autologa: «Prelevando il grasso autologo della paziente e sfruttandone le cellule staminali» racconta la fisioterapista. 

Anche la riabilitazione attraverso esercizi specifici aiuta a contrastare queste patologie. «I sex toys, utilizzati con la funzione stimolante – conclude Moretti – possono restituire tonicità alla mucosa vaginale».

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