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Microchirurgia: l’eleganza della precisione invisibile

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C’è un mondo invisibile, fatto di vasi sanguigni sottili come fili di seta e nervi che misurano meno di un millimetro. È in questo spazio microscopico che opera la microchirurgia, una tecnica che unisce la tecnologia e precisione per rendere possibile la ricostruzione del seno con i tessuti della stessa paziente. 

«La microchirurgia è una tecnica che può essere applicata a diversi ambiti della medicina ed è chiamata così perché si utilizzano occhiali ingranditori, microscopi, strumenti dedicati per lavorare su strutture molto piccole, sotto il centimetro. Addirittura, noi possiamo lavorare su strutture come vasi sanguigni, linfatici e nervi di calibro intorno agli 0,3 e 0,8 millimetri. In questo caso, si parla di super microchirurgia», afferma la dottoressa Silvia Germano, Specialista in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva, Dirigente medico I livello S.C. Chirurgia Plastica, della Mano e Microchirurgia all’Ospedale Maria Vittoria, Torino.

La microchirurgia trova applicazione anche nella ricostruzione mammaria, poiché consente di ricreare la mammella utilizzando i tessuti propri della paziente. «I tessuti li prendiamo laddove la donna ha maggiore disponibilità di tessuto adiposo. In genere l’addome o l’interno cosce, zone in cui la cicatrice può essere nascosta meglio. – spiega Germano – Questi tessuti vengono prelevati da regioni distanti rispetto a quella toracica dove vengono poi trapiantati per ricreare una mammella. Si parla di microchirurgia perché quando trapiantiamo questo tessuto, andiamo ad anastomizzare, cioè cuciamo insieme tra loro due arterie e due vene in modo tale che il sangue torni a passare in questo tessuto che ha cambiato sede».

Microchirurgia e ricostruzione mammaria

Dopo un intervento di mastectomia, la ricostruzione rappresenta una parte essenziale del percorso di cura, capace di contribuire al recupero dell’equilibrio psicologico ed emotivo. 

silvia germano-microchirurgia
Dottoressa Silvia Germano, Specialista in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva, Dirigente medico I livello S.C. Chirurgia Plastica, della Mano e Microchirurgia all’Ospedale Maria Vittoria, Torino.

«Sappiamo che la tecnica più utilizzata e più diffusa per la ricostruzione mammaria è quella dell’impianto di protesi o dell’espansore sostituito poi con la protesi. Purtroppo le protesi non sono adattabili a tutte le pazienti. Ci possono essere delle infezioni che portano obbligatoriamente alla rimozione dell’impianto protesico. Ci possono essere degli indurimenti della protesi, la cosiddetta contrattura capsulare, che possono provocare alterazioni irreversibili del risultato estetico oltre che dolore.»

Continua Germano:«Una storia di pregressa radioterapia è, inoltre, una controindicazione all’utilizzo di protesi oppure può essere la paziente stessa a non richiedere l’utilizzo della protesi per ricostruire la mammella».

In tutte queste situazioni, la microchirurgia offre una valida alternativa, consentendo di ricostruire la mammella in modo naturale e con risultati più armonici e duraturi nel tempo. Un vantaggio importante di questa tecnica è proprio la stabilità del risultato: mentre le protesi , nella maggior parte dei casi, devono essere sostituite almeno una volta nel corso della vita, il seno ricostruito con tessuti propri segue le normali variazioni del corpo, adattandosi ai cambiamenti di peso e al naturale processo di invecchiamento. 

Restituire integrità anatomica

Naturalmente, anche la microchirurgia presenta alcune criticità. «È un intervento tecnicamente più complesso e anche più lungo rispetto a quello di una ricostruzione con le protesi. La complessità tecnica è responsabile del fatto che non sia diffusa a macchia d’olio su tutto il territorio italiano, ma ci sono solo alcuni centri che sanno fare questo tipo di intervento perché chiaramente richiede un curva d’apprendimento lunga».

Un altro aspetto da considerare è che si tratta di una tecnica che lascia comunque delle cicatrici in altre sedi anatomiche che non sono solo la mammella, ma anche cosce o addome e richiede un tempo di recupero più lungo rispetto a una ricostruzione con protesi. 

«Il tipo di ricostruzione va valutato attentamente caso per caso, non c’è una tecnica di ricostruzione che possa andare bene per tutte le pazienti. La scelta deve scaturire da un attento colloquio tra paziente e chirurgo».

Oltre agli aspetti tecnici e al risultato estetico, la ricostruzione al seno ha un impatto profondo sulla vita delle pazienti. In particolare, per chi ha dovuto affrontare la rimozione di una protesi a causa di complicanze. «Chiaramente la pelle si retrae sul torace, creando un esito estetico decisamente brutto e, quindi, ridare l’integrità anatomica a queste pazienti è sicuramente un successo professionale e umano».

Innovazione nella ricostruzione mammaria

La medicina e la chirurgia sono discipline in costante evoluzione, e anche il campo della microchirurgia sta vivendo una fase di grande innovazione. Tra le novità più promettenti si colloca l’introduzione del robot dedicato alla microchirurgia. «Consente di lavorare con strutture sempre più piccole e sicuramente ridurre anche l’aggressività chirurgica. È chiaro che ogni disciplina, ogni branca della chirurgia nella sua naturale evoluzione ha una riduzione dell’invasività delle cicatrici. Il robot può dare un grosso contributo in questa direzione. L’obiettivo futuro sarebbe quello anche di incrementare la super microchirurgia, destinata al trattamento della patologia linfatica, indubbiamente importante e invalidante».

La microchirurgia svolge, quindi,  una funzione importante nel trattamento della patologia in questione che, tra l’altro, è strettamente correlata alla ricostruzione mammaria. Molte donne devono, infatti, sottoporsi ancora alla dissezione ascellare durante l’intervento oncologico. 

«Questa procedura chirurgica ha come possibile complicanza lo sviluppo di un linfedema secondario e il fatto di poter quanto meno migliorare la vita delle pazienti sicuramente sarà un obiettivo a cui lavoreremo nel prossimo futuro».

Per maggiori informazioni e approfondimenti, è possibile scrivere a: chirurgiaplastica.omv@aslcittaditorino.it 

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